Didattica a distanza: le mie considerazioni.

da | Mar 16, 2021 | Senza categoria | 3 commenti

Marzo 2021.

Un anno dopo e più di mezza Italia si trova a dover gestire i bambini a casa da scuola alle prese con la Dad. Sinceramente, non ho mai pensato che fosse una buona soluzione soprattutto per i bambini piccoli, ero certa che se Evelyn avesse dovuto iniziare la prima Elementare da casa con la didattica a distanza mi sarei opposta e non l’avrei fatta frequentare.

Per fortuna non è andata così, Evelyn a Settembre ha iniziato la scuola con tutte le regole che il 2020 ha portato, felice ed entusiasta. 

Il 1 Marzo qui a Bologna le scuole sono state chiuse, la decisione presa non è in linea con le mie idee ma, dopo qualche giorno di sconforto, ho cercato di farmi forza e dare una possibilità a questo nuovo modo di fare Scuola. Si sa che spesso i bambini sono più tecnologici di noi e magari tutto questo si sarebbe rivelata una nuova divertente avventura.

Nella nostra casa l’entusiasmo di Evelyn di poter usare un pc e fare lezione in un modo diverso è durato 4 giorni.

Quando la osservavo sul tavolo con i suoi libri, i quaderni e gli astucci la vedevo con gli occhi persi, senza voglia e annoiata. Ho provato a spronarla, ma dopo due settimane di Dad ho visto che la sua voglia di fare i compiti, i lavoretti e le lezioni era sparita e non era da lei.

Mi sono fermata a riflettere, ho provato a guardare da un’angolo diverso, come per cambiare prospettiva e togliere dalla mia testa i preconcetti.
Lei sul tavolo e il pc, sua sorella di 3 anni che intanto voleva giocare e partecipare e mi sono guardata perchè, in un modo o nell’altro, con loro a casa dovevo riuscire a lavorare.
Ho guardato fuori casa, rendendomi conto di quanto siamo fortunati ad essere circondati dai boschi e, quando, un mercoledì mattina ho visto Evelyn sdraiarsi dopo 5 minuti dall’inizio della lezione, con gli occhi un po’ tristi e un po’ persi ho deciso che dovevo fare qualcosa perchè obbligarla a fare lezione tutte le mattine non era la soluzione giusta.

Ho parlato con lei, ascoltando tutte le sue parole.
E’ sempre stata una bambina emotiva e sensibile, le emozioni fanno fatica a venire fuori ma ci abbiamo provato, abbiamo provato a tirare fuori la noia che questo nuovo lockdown ha portato, abbiamo provato a tirare fuori il mio stress per il lavoro che non riuscivo a fare e le cose che si accumulavano, ci siamo fatte delle promesse a vicenda.

Dopo due settimane di Dad abbiamo deciso di fare uno stop, non so se per una settimana o più, ma abbiamo deciso di fare Scuola in un modo diverso, un modo che non avevo mai preso in considerazione prima. Perchè se dopo un anno si parla ancora di emergenza (ma che emergenza non è più) e l’unica soluzione che hanno trovato, di nuovo, è chiudere le scuole e decidere di non tutelare le famiglie ma soprattutto i bambini e i ragazzi, io mi oppongo.

Tutto quello che fanno in Dad lei lo recupera durante la giornata; abbiamo fatto un quaderno delle emozioni per aiutarla ad esternare tutto quello che ha dentro e perchè sono certa che, come è complicato per me, lo è anche per lei.

Esploriamo il bosco e raccogliamo tesori, dipingiamo e qualche ora del pomeriggio è dedicata al gioco libero dove io cerco di lavorare il più possibile.

Lo so che per le maestre è faticoso quanto per noi, le vedo e io ho sempre avuto grande stima per loro; sono brave e davvero pazienti, non è colpa loro che ci mettono il cuore in tutto quello che fanno, ma dopo aver passato qualche giorno ad osservare Evelyn senza intervenire ho deciso che dovevo fare qualcosa per lei e per me… Perchè diciamoci la verità, lavorare con i figli di fianco e doverli seguire nella didattica è complicato.

Non so se abbiamo preso la decisione giusta, non so se tutti i miei pensieri sono frutto di un anno difficile per tutti che fatico a sopportare ancora, ma so che abbiamo deciso di darci questa possibilità per il nostro benessere psico-fisico che credo, sia davvero importante e in questo momento è la decisione giusta per noi.

Carol

 

CHI SIAMO

Siamo Carol e Patrik e abbiamo fondato Wood & Woof: un’azienda artigianale sugli appennini bolognesi che realizza articoli per bambini per aiutare i genitori, a casa come in viaggio, nella vita quotidiana.

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3 Commenti

  1. Manuela

    Ciao. Capisco benissimo la situazione…anche il mio.bimbo è in prima elementare, si sono adattati a tutto pur di andare a scuola…distanziamento…poi anche mascherine al banco…poi anche i piccolini in prima elementare a casa in dad per colpa di quei cretini sui navigli a far festa…
    Genitori che devono fare turni per seguire i figli…tra smartworking congedi o altro…
    Però far fare tante assenze a evelyn anche davanti ai compagni…non so se risolva la situazione….
    Sicuramente a voi fa bene…..

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    • woodandwoof

      Sinceramente non mi preoccupo delle assenze davanti ai compagni, ma mi preoccupo di come sta lei..di come vede e vive la scuola e che le rimanga la voglia di fare! Ne ho parlato tanto con lei, l’ho osservata bene e credo che qualche giorno di pausa non siano preoccupanti per le sue assenze durante l’anno… Hai ragione però, è tutto così complicato.

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  2. Nicole

    Bellissima riflessione. Complimenti per la Vs scelta

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